venerdì 6 giugno 2008
Cosa rimane
Prova
a spegnere il pc, a togliere la corrente
spegni il cellulare, la televisione
prova a smettere di lavorare
lascia stare il frigo, le sigarette
macchine, case, resort turistici
prova a non pensare
al calcio, all'inflazione, al papa
lascia perdere l'alcol, dio, la tua macchina
spegni la luce
cosa rimane?
lunedì 14 aprile 2008
Scegliere di scegliere
sveglia. mal di testa. parte la seconda sveglia, il cd dei mogwai grazieadio e non i sonic youth. mal di testa lo stesso. è lunedì, fuori tira una brutta aria, lo sento, e mi devo muovere che devo andare a votare di corsa prima di correre in ufficio. votare. le immagini del fine settimana appena trascorso si intrecciano maelstromicamente con le facce di culo che mi aspettano mentalmente nel gabbiotto della mia scuola elementare. ironicamente il luogo dei giochi e della spensieratezza della mia infanzia (stronzate: all'intervallo giocavamo a calcio con una pallina di carta e finiva sempre in rissa. in alternativa mi divertivo a fare la presa per cedere del Sgt. Slaughter sul mio compagno di banco) una volta ogni 4 anni, quando va bene, muta nel sacraio delle fregnaccie, del formalismo e di quell'immobilismo statalista che attanaglia tutti i ragazzi della mia generazione appena mettono piede in comune o dai vigili urbani.
sono settimane che temo questo momento. pare di essere ancora studente, e impreparato. stessa nessuna idea di che fare, stesso guardare male i rappresentanti dell'Autorità, stesso sensazione di essere in trappola, in qualche modo fottuto in anticipo sul futuro con cui sto giocando a briscola in quello stesso momento.
quand'ero adolescente andava di gran moda iscriversi nelle liste per tenere i seggi. in qualche modo tutti quelli che conosco sono stati convocati almeno una volta, ed è capitato pure a me. era un giugno caldissimo di qualche anno fa, almeno quattro o cinque, e si votava per un referendum riguardante l'articolo 18 e qualcosa sui cavi nei terreni agricoli che la tivvù aveva snobbato completamente.
nella stanza-lucernaio si raggiungevano i 35-40 gradi malgrado il cartone incollato alla vetrata per fare ombra, e mentre sudavamo ininterrottamente non c'era altro da fare che registrare la più alta percentuale di astensionismo dalla costruzione della Torre di Babele in poi.
di ricordi ne ho pochi: l'appuntato all'ingresso che ha vinto il premio Uomo Smarronato dell'anno, un mio compagno di seggio 21enne studente di ingegnieria timidissimo che aggiornava sulla lavagna ogni ora il diagramma a torta dell'affluenza, il mio presidente di seggio a cui brillavano gli occhi di fierezza, sicuro di aver contribuito a salvare il mondo, per quello che lo riguardava.
oggi potrei aver rincontrato fisicamente le stesse persone. diagramma a torta: c'è. presidente esaltato: c'è. tutti gli altri scazzati come serpenti: ci sono.
faccio il mio ed esco.
piove
lunedì 7 aprile 2008
Vie di mezzo
Con l'adozione dell'ora legale arrivo sul culmine del ponte di sanfru che il sole è già alto. a visibilità perfetta alle mie spalle campeggerebbero le alpi, di fronte già si stende l'onda delle migliaia di veicoli con cui condividerò una mezzora abbondante di asfalto e smog. un'onda con cui, senza cattiveria, non riesco ancora a provare sentimenti di solidarietà.
Il lunedì (almeno la mattina) è una giornata strana, appesa a metà strada tra lo Ste privato del finesettimana e quello pubblico dell'orario feriale, un momento abbozzolato tra il me stesso sempre incazzato del giorno che non rinunciar a cercar di star sereno e quello stordito della notte con i sensi di colpa preventivi per non farsi sfuggire troppe occasioni.
Inutile negarlo, io li amo questi momenti di mezzo. è come essere in aeroporto, perso tra lo strizzare gli occhi al monitor delle partenze e alle ragazze mediamente tutte più belle del solito e tutte taccate di brutto. o come la stazione centrale, meno poetica e meno popolata di ninfe ma pur sempre luogo non geografico.
in fondo andar di fretta e guardar negli occhi tutti e nessuno mi piace
mercoledì 20 febbraio 2008
Gente seria
Leggo ieri, stupefatto, che il Signor Fiorello si è messo a blaterare di non andare a votare, di strappare le schede elettorali.
Fiorello. Cioè, un attimo. Innanzitutto: Fiorello; ok che sono 15 anni che ci ammorba con il suo non so cosa (cos'è che sa fare Fiorello? un po' di tutto un cazzo, fa l'animatore in pratica. Balli di gruppo, giochi di società per pensionati) e ormai ci abbiam fatto il callo, ma FIORELLO cazzo, è un vezzeggiativo, vuol dire piccolo fiore carino. Può uno che si fa chiamare Piccolo Fiore Carino discettare verità al popolo?
Uno che lavora in RAI!!!! la televisione di stato! pagato dalle nostre tasche!!
Uno che fa la pubblicità della FFIIIAAATT!!!
Un servo dei servi
giovedì 17 gennaio 2008
Lo vedi questo? significa 'qui non ti vogliamo'

E no. si potrà tacere su Mastella (più che altro per non vomitare sulla scrivania e tastiera. Si potrà pure soprassedere sui napole(i)tani che affondano nella propria stessa merda. Ma il Papa no. Il Papa... c'è chi finalmente ha il coraggio di prenderlo idealmente a calci nel culo, e ci sono i VECCHI DI MERDA (sono arrabbiato) che hanno paura di andare contro (in generale, perchè vivono nella mediocrità e nel qualunquismo) e che difendono per partito preso qualsiasi figura istituzionale.
Ritorno al passato. Sto qua auspica il ritorno all'aborto coatto, e l'anticlericalismo sarebbe un ritorno al passato. vergogna. bestie ignoranti. peccatori beceri. Dante vi avrebbe plazato a Malebolgie. insieme a Benigni. e a Grillo. ci tirano per i capelli verso il Basso Medioevo. distruggono i nostri Buddah di pietra, simulacro di millenni di duro allenamento al libero arbitrio, alla supremazia della ragione sulla superstizione.
mercoledì 2 gennaio 2008
Happy New Shit

Auguri, figli maschi e dita che saltano. Luci, colori, azione: cappone, botti, un sacco di cartaccia, spumante dolciastrodisgustoso, completo cappello-sciarpa-guanti, bacibaci, necessità di fornicare, belle speranze e cattivi propositi. i miei complimenti a chi è sopravvissuto a questi giorni senza incappare nel diabete.
mercoledì 12 dicembre 2007
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